sabato 25 luglio 2009

IDIOTI! IDIOTI! IDIOTI!


Lascio parlare chi di esperienza e conoscenza ne ha certo più di me... e di gran lunga più della maggioranza degli esseri umani di questo pianeta di IDIOTI!

Da Ansa.it

INFLUENZA A: GARATTINI, SU VACCINO PRESSIONE DELLE AZIENDE
di Manuela Correra

ROMA - Lo dice senza mezzi termini il farmacologo Silvio Garattini: se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muterà, acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi "non è necessaria". Una corsa al vaccino, quella determinatasi nelle ultime settimane - mentre i vari colossi farmaceutici impegnati nella produzione si preparano ad avviare la sperimentazione clinica sull'uomo da agosto - che Garattini considera quanto meno eccessiva. Tutto si basa, dice in una intervista all'ANSA, su "ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno".

Perplessità, dunque, sulla reale opportunità ed efficacia dei piani di vaccinazione di massa. Ma non solo. Dietro quella che l'esperto definisce, appunto, una "corsa", si cela altro. Si celano, afferma, enormi interessi economici. Ed anche questo Garattini lo dice in modo chiaro: "Al momento c'é, certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche". Un'opinione fuori dal coro, quella del direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, che invita anche a un'ulteriore riflessione: l'attenzione è tutta sulla nuova influenza e "si dimenticano - denuncia - le altre tragedie sanitarie in atto" come l'Aids e la malaria.

- C'E' ALLARMISMO, QUESTO E' UN VIRUS MITE - Il virus A/H1N1, ha spiegato Garattini già nelle scorse settimane, "ha una virulenza mite. Bisogna informare, ma il pericolo - sostiene - é per quelli che vengono dalle zone colpite". Quanto ai farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di contagio, come il Tamiflu, Garattini rileva che "in realtà l'attività del farmaco è poca. Nell'influenza normale si risparmia un giorno di malattia su cinque o sei. Però - avverte - ci sono effetti collaterali. Non è che si faccia un grande affare a prenderlo".

- SE VIRUS NON MUTA VACCINAZIONE DI MASSA NON SERVE - Se il virus A/H1N1 manterrà il livello di virulenza attuale con la bassa aggressività clinica sinora registrata, "non c'é la necessità di vaccinare tutta la popolazione" ma, afferma l'esperto, "sarebbe piuttosto opportuno valutare l'ipotesi di vaccinare solo gli operatori sanitari".

- L'OMBRA DEGLI INTERESSI DELLE AZIENDE - "Certamente - ha detto Garattini - c'é una grande pressione da parte dell'industria, che ne trarrà molte risorse economiche". Infatti, "solo fra alcuni mesi si potrà vedere se è veramente necessario questo quantitativo di vaccino in produzione oppure no. Ma se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di vaccinazioni di massa".

- ANCHE SE VIRUS MUTASSE NON E' DETTO VACCINO FUNZIONI - Se invece il virus dovesse mutare, ha avvertito Garattini, "non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere". Dunque, "realisticamente - ha commentato - quello che andrebbe fatto in questo momento è cercare di diminuire le possibilità di infezione, controllando le frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e affollati e ad adottare strette misure igieniche".

- SI DIMENTICANO TRAGEDIE VERE - Il punto, avverte, "é che si sta focalizzando l'attenzione solo sulla nuova influenza, dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto, a partire dall'Aids". Al momento, ha concluso Garattini, "non siamo di fronte a un reale pericolo e il numero di contagio da virus A/H1N1 nel mondo, sebbene in crescita, resta comunque inferiore a quello relativo a una normale influenza stagionale".

domenica 12 aprile 2009

IL GRANDE STREGONE

I cristiani...
La carità cristiana...

Quanto si sta palesando in questi giorni...
Il grande stregone bianco non può interrompere i festeggiamenti nel suo paese dei balocchi.
Ha atteso un lungo anno per indossare le sue scarpine di vernice, il suo stupido copricapo faraonico, il suo vestitino della festa... E mica può buttare alle ortiche tanti milioni di euro.
Deve indossare tutto nel giorno della festa.
Altrimenti il suo gregge di pecoroni non sarà felice. Come potranno aprire le uova una volta a casa senza averlo visto e senza averlo sentito ripetere la solita litania nella quale stupidamente credono.

Stregone... metti in vendita su Porta Portese i tuoi addobbi. Qualcuno in Abruzzo te ne sarà grato. E forse per una volta avrai fatto davvero un'opera di bene...

sabato 11 aprile 2009

TERREMOTO DEL CERVELLO

La vita, si sa, è sempre piena di imprevisti, ma quando è fiacca e senza lumi e quando si fanno professioni idiote come il giornalista, il prete o il politicante da strapazzo, ogni occasione è buona per intingerci il pane dell'idiozia.
E così ecco affollarsi a L'Aquila (si scrive così e non "all'Aquila"... come molti ignoranti si ostinano a riportare sulla loro paccottiglia editoriale) poiliticanti mafiosi o meno che fanno gli "splendidi" elargendo perle di saggezza e denari (che poi rivorranno indietro con gli interessi... ovviamente), pretuncoli di bassa e alta gerarchia che pontificano di uno pseudo-dio che c'è sempre e tutto vede... (ma chi cazzo lo ha chiamato, ma chi cazzo lo vuole? Semmai esistesse un essere del genere bisognerebbe torturarlo fino alla fine dei suoi giorni: uno che permette sofferenze così atroci e uccide i bambini...).
E come non ricordare quelle jene ignoranti e presuntuose? I giornalisti... sempre lì pronti a immortalare una lacrima, un pianto... Sempre lì ad aspettare che qualcosa possa dar loro l'esclusiva che poi riportano sulla carta o nell'etere infarcita di falso pietismo, solo per guadagnarsi qualche euro in più...
Ma dov'eravate, bastardi, quando alle 4,15 di quella notte, ancora nessuna televisione, nessun televideo, nessun giornale web aveva ancora pubblicato anche una sola notizia su quello che era accaduto ormai da ben tre quarti d'ora?! Pensare che alle 4,16 sul televideo di non so quale rete è apparso finalmente il lancio: "Terremoto del 3,9 grado a Roma"... Senza parole... IDIOTI DORMIENTI!
Le uniche notizie, facendo qualche ricerca su Google, erano riportate dal botta e risposta dei vari blog, uniche sentinelle in una notte tragica...

domenica 4 gennaio 2009

E' PROPRIO VERO CHE LA MAMMA DEGLI IDIOTI E' SEMPRE GRAVIDA!...

Copio e incollo... qualsiasi commento è superfluo...

Da Ansa.it di oggi:

ESORCISTA: SATANA DIETRO A RECESSIONE E GUAI ALITALIA
CITTA' DEL VATICANO - La recessione mondiale, la crisi dei mercati, le tribolazioni di Alitalia? Tutta colpa del Demonio che suggerisce scelte economiche e finanziarie sbagliate per dividere e impoverire i paesi. Se ne dice convinto il decano mondiale degli esorcisti, padre Gabriele Amorth, in un'intervista al sito cattolico 'Pontifex.Roma'. Il discorso vale anche per le vicissitudini della compagnia aerea di bandiera italiana: "Un tempo simbolo di stile ed efficienza. Bene, anche la crisi dell'Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico", commenta l'anziano sacerdote. "Quando accadono divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore - spiega l'esorcista - è sempre presente. Lui se la ride e inevitabilmente le crisi e i dissesti economici hanno influenze anche sulla sfera personale. Creano allontanamento e frattura, esattamente quello che vuole Satana". "Dunque - osserva - affermare che la crisi finanziaria internazionale sia anche un prodotto satanico e gradito a Satana non è sbagliato. La crisi mondiale è dunque un fatto satanico". Il demonio contribuisce alla crisi, secondo l'esorcista, "suggerendo ai mercati,agli esperti e agli investitori scelte sbagliate". "Se costoro sbagliano e causano disastri, inevitabilmente genereranno confusione, crisi, conflitto, che poi sono gli obiettivi del demonio". La strategia di fondo di Satana - ricorda tuttavia il sacerdote - rimane quella di "far credere che non esista, di passare inosservato, subdolamente". Alla domanda se il clero cattolico creda ancora nel Demonio, Amorth risponde: " generalizzare e dire no è sbagliato. Ma buona parte del clero ed anche dei Vescovi hanno ceduto, sono scettici e quasi scoraggiati. Si fa molta fatica a nominare esorcisti nelle Diocesi e ne avremmo tanto bisogno. Ecco, in un certo senso stiamo certificando la vittoria di Satana".

lunedì 20 ottobre 2008

SAVIANO E GOMORRA

E certo che c'era bisogno di un grande scrittore per metterci a conoscenza del fatto che la camorra uccide, ruba, inquina e distrugge il territorio!
E poi questo scrittore (accusato anche di plagio in molti passi del suo capolavoro: si era solo dimenticato di citare le fonti dopo il copia-incolla) non solo si becca bei soldoni dalle vendite del libro in Italia e tutto il mondo (immagino che un editore francese ad esempio abbia pensato unicamente all'effetto tragicomico che un'opera del genere può far sorgere in un lettore compatriota e quindi al guadagno che ne trarrà), ma viene anche protetto e nascosto con i nostri soldi.
Ora, dico io... ma visto che i grandi scoop presenti nel libro non sono altro che cose arcinote da anni, per quale motivo i boss della camorra perdono tempo a cercare di far fuori l'autore?
E soprattutto... dato che l'autore ha scritto (più o meno) di suo pugno determinate cose (non credo sia stato costretto da qualcuno a farlo), per quale motivo dobbiamo noi pagargli la scorta?

martedì 17 giugno 2008

CASTING PER CORTOMETRAGGIO IN PROVINCIA DI TARANTO





mercoledì 28 maggio 2008

FALLIMENTO?



Per fortuna?


Purtroppo?


Chissà!

giovedì 1 maggio 2008

L'ORRENDA TECA DI MEIER


Non provo nessuna simpatia per il nuovo sindaco di Roma; né ne provavo per il suo antagonista piacione bastonato; e ancor di meno per il predecessore... anche lui bastonato altrove.
Ciò premesso, se solo Alemanno mantenesse l'unica promessa di "rimuovere" l'orrenda teca dell'Ara Pacis, quando finalmente non la si vedrà più a deturpare e offendere il centro della capitale, solo allora si potrà tirare davvero un sospiro di sollievo, rallegrandoci che la tirannia della precedente dinastia Piaciona-FalsaIntellettualoide sia definitivamente morta.
Che poi.... "rimuovere la teca di Meier"... Ma non si tratta di una macchina, non la si rimuove col carro attrezzi... E' alta quanto un palazzo di 8 piani... bianca... con i vetri... un mostro che solo personaggi beceri come gli ex sindaci, dotati di spiccatissime doti estetiche... avrebbero potuto apprezzare.
In attesa del giorno in cui quella "cosa" orrenda, di rutelliana e veltroniana memoria venga "rimossa"... siamo qui... non tanto fiduciosi...

giovedì 24 aprile 2008

AL MIO AMICO HANNO FATTO UNA MULTA


Ieri sera il mio amico è stato fermato dalla stradale che gli ha contestato un'infrazione alquanto minima. Mi ha raccontato che l'agente molto candidamente e a suo modo gentilmente gli ha confessato che dovevano fargli quella multa, poiché era già tardi e non potevano tornare in centrale a mani vuote...
Non posso negare che il sospetto mi era balenato spesso in mente, ma detto così chiaramente e papale papale da un agente della polizia penso che sia davvero grave.
In pratica le pattuglie vengono mandate in giro a caccia di prede a cui affibbiare multe e se tornano senza bottino vengono cazziate dai superiori... e sinceramente non credo che prendano un premio produzione su ogni multa che appioppano. Mentre non ho dubbi che quelli che stanno al di sopra di loro ricevano percentuali sul totale delle multe elevate.
Agghiacciante... è dir poco!

venerdì 18 aprile 2008

CHE FINALMENTE QUESTA SIA LA VOLTA BUONA?


Leggo (con giubilo!) e riporto la notizia dal sito dell'Ansa:

2008-04-17 14:21
TOGHE LUCANE: SEQUESTRATO COMPLESSO TURISTICO 'MARINAGRI'
CATANZARO - I militari della guardia di finanza di Catanzaro hanno sequestrato il complesso turistico 'Marinagri' di Policoro (Matera) al centro di una inchiesta del sostituto procuratore Luigi De Magistris, sulle cosiddette 'Toghe Lucane'. Si tratta di un'indagine su un presunto comitato d'affari che avrebbe operato in Basilicata con la complicità di uomini politici, magistrati, professionisti e imprenditori.

Il provvedimento di sequestro del complesso turistico è stato emesso per urgenza dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris. Il villaggio turistico Marinagri era stato già sequestrato il 3 marzo del 2007 su provvedimento del Gip del tribunale di Catanzaro, Antonio Rizzuti. Successivamente il 20 marzo 2007 i giudici del tribunale della libertà del capoluogo calabrese ne avevano disposto il dissequestro. Il sequestro preventivo del villaggio turistico fu adottato nell'inchiesta 'Toghe Lucane' nell'ambito della quale sono indagati il legale rappresentante della società Marinagri, Vincenzo Vitale; il responsabile della sicurezza della società, Pietro Gentili, ex responsabile della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Potenza, ed il procuratore della Repubblica di Matera, Giuseppe Chieco. Vitale, Gentili e Chieco sono indagati, in concorso, per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Per Chieco si aggiunge l'ipotesi di abuso d'ufficio. Il provvedimento di sequestro adottato dal gip si basava sul presupposto che "il progetto per la costruzione del complesso turistico Marinagri abbia superato con modalità anomale una serie di ostacoli di carattere tecnico ed amministrativo, derivanti dai vincoli territoriali gravanti sull'area in cui è stato realizzato il villaggio". Il 22 ottobre del 2007 la Corte di Cassazione respinse il ricorso della Procura di Catanzaro contro l'ordinanza del Tribunale del riesame, che annullò il sequestro del complesso turistico.

La Guardia di Finanza ha fatto perquisizioni anche nell'abitazione e negli uffici di Nicolino Lopatriello, che due giorni fa è stato eletto sindaco di Policoro (Matera). Lopatriello - che alle amministrative ha capeggiato la coalizione di centrodestra - aveva ricoperto la carica di sindaco di Policoro anche nel periodo compreso tra il 2000 e il 2006.

MARINAGRI, UN VILLAGGIO DA 200 MILIONI DI EURO

Il 'Marinagri' è un villaggio turistico dal valore di 200 milioni di euro. La struttura comprende villette, posti barca, porticciolo, due alberghi, strutture sportive, sullo jonio lucano. L'inchiesta del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, riguarda l'acquisizione da parte della società "Marinagri" di alcune particelle di terreno e ad un cambio di destinazione. Secondo l'accusa, le costruzioni edilizie del grande villaggio turistico erano frutto di "atti amministrativi illegittimi, comportanti gravi rischi anche sotto il profilo idrogeologico e per la salute e sicurezza pubblica". La Marinagri, secondo l'accusa, avrebbe ottenuto dal Comune di Policoro il permesso a costruire la struttura turistica prima ancora che la società ne avesse acquisito la proprietà. La Procura di Catanzaro, inoltre, ipotizza anche delle irregolarità per la concessione di finanziamenti da parte del Cipe


PERQUISIZIONI PER PRESIDENTE REGIONE BASILICATA

L'abitazione del Presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, del Pd, è stata perquisita stamani dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta Toghe Lucane, condotta dalla Procura di Catanzaro. Nell'ambito dell'operazione c'é stato stamattina il sequestro del complesso turistico Marinagri di Policoro. Nei confronti del presidente della Basilicata la Procura ipotizza il reato di abuso d'ufficio e truffa. Sono in corso altre otto perquisizioni, tutte in Basilicata, che riguardano secondo quanto si è appreso anche persone ritenute vicine all'ex sottosegretario ed attualmente parlamentare del Pd Filippo Bubbico. Perquisizioni - si è appreso a Catanzaro - sono in corso a Potenza in alcuni uffici della Regione Basilicata.

martedì 15 aprile 2008

LE DONNE E IL POTERE


"Quote rosa" è un'espressione ridicola! Ma che significa grammaticalmente e logicamente? In poche parole ci sarebbe una parte del "potere" nelle mani delle donne nell'ambito di un governo. Effettivamente ci sono parole che esprimerebbero di gran lunga meglio il concetto, ma questa è un'altra storia...
Qui in breve vorrei solo affrontare il tema concettuale relativo alle cosi(mal)dette "quote rosa". Da destra e da sinistra, dalla Spagna al Giappone (forse...) ci si affanna a far entrare al potere delle donne, quasi fossero garanzia di qualità e giustizia. Ma se le donne invocano l'uguaglianza significa che sono "uguali" agli uomini e che quindi hanno gli stessi difetti e gli stessi pregi. Ergo, se in un governo vi è un numero maggiore di donne rispetto al passato e che magari occupano anche posizioni importanti, non vedo quale sia il grande traguardo raggiunto dalle donne stesse ma soprattutto da una nazione. Non mi sembra che le donne spicchino per onestà: prendiamo la mogliettina di Mastella... la signora Lonardo... beh, ne avrebbe fatte di tutti i colori e certo senza molti mezzi termini. Senza contare il fatto che a differenza dei maschi (spesso imbecilli e pollacchioni), le femmine sono capaci di atti turpi non per il "solo" arricchimento personale (parlo di soldi), ma per sottile vendetta, addirittura con malizia. Quindi uno Stato in mano alle donne o governato da un numero elevato di donne garantisce a mio avviso solo un gran caos.
Cercando, al limite, di essere obiettivi, entrambi, uomini e donne, hanno più o meno stessi difetti e stesse virtù; quindi, tralasciando le caratteristiche peculiari del proprio sesso, che non dovrebbero in alcun modo inficiare l'attività lavorativa e professionale, esistono uomini intelligenti, capaci e onesti e donne intelligenti, capaci e oneste come esistono uomini idioti e ladri e donne idiote e ladre. Ma non è certo garantendo una superiore presenza femminile al governo di una nazione che si assicura la forza e la rettitudine di quel governo. Senza contare che le donne che salirebbero al potere, venute fuori dalle ultime elezioni, per tutto spiccano tranne che per intelligenza e capacità... per non parlare dei loro colleghi maschi!

In bocca al lupo, Italia!

domenica 13 aprile 2008

ITALIANI... SOLITI PECORONI!


Il gregge di pecoroni italici si dirige verso le urne dalle quali nelle prossime ore usciranno i nomi di coloro che saranno i nuovi distruttori del nostro Paese. Ma non avevano tutti invocato l'astensionismo perché non si sentivano rappresentati da nessuno? Chi è stato l'eroe che ha promesso loro forse due partite di calcio al giorno o un'edizione del Grande Fratello della durata di 365 giorni? Gli italiani, si sa, affollano i seggi elettorali quasi come andassero a fare una scampagnata o a mangiare una pizza... giusto per passare il tempo. Se alle prossime elezioni offrissero anche un rinfresco certamente l'affluenza toccherebbe cifre mai viste... soprattutto nella becera Roma...
E vabbè... rimandiamo i sogni a una delle prossime vite!
IL VERO INCUBO STA PER COMINCIARE...

Buona fortuna a tutti!

domenica 23 marzo 2008

23/03/1988 - 23/03/2008 PASSATO CHE RITORNA. CHI HA PAURA?






1^ PARTE

«Spero che resterai accanto a me, anche quando ti confesserò una piccola parte di me che voglio cancellare per sempre». Queste le ultime parole che restano di una ragazza al suo amato. E forse in queste parole si cela il mistero della loro morte ancora inspiegata e ancora senza giustizia dopo 20 anni.
Quel messaggio è affidato a una lettera destinata a Luca, un ragazzo di 21 anni, come 21 anni ha lei, Marirosa. Entrambi di Policoro, un centro in provincia di Matera che all’epoca dei fatti era uno di quei tanti paesi del sud dove tutti si conoscono e sono gentili tra di loro, ma dove l’odio, la vendetta o chissà cos’altro può arrivare ad accecare fino alla follia omicida. E soprattutto è uno di quei posti al sud dove certe cose devono essere tenute nascoste, perché nascosti devono essere quelli che le hanno compiute, poiché quegli stessi sono potenti, pericolosi, sono quelli che aiutano i poveracci a sollevarsi dalle miserie, a cui essere grati, ma sono quelli che alle stesse miserie hanno il potere di rimandare... Quindi silenzio, omertà, per paura di ritorsioni.
In quegli anni frequentavo spessissimo quei posti, conoscevo gente del luogo... ma non ne avevo mai saputo nulla di questa storia, fino a quando non ha iniziato a parlarne in TV “Chi l’ha visto?” E mi sono chiesto perché non mi era mai giunta notizia di un fatto così efferato, di una vicenda tanto brutta e triste. Non certo perché io fossi poco attento alla realtà che mi circondava... La spiegazione doveva trovarsi altrove: in quell’omertà, in quella volontà di tacere e nascondere tutto. Un imperativo che veniva dall’alto, da molto in alto.
Sconcertanti gli eventi, sconcertanti le (pochissime) indagini effettuate, sconcertante la fretta con cui si è voluta chiudere la vicenda per non destare clamori, per coprire. Ma come si fa a coprire un omicidio? Com’è possibile mascherare tanto la realtà e addirittura crearne una nuova persino con la complicità di coloro che in teoria sono preposti a difenderci, le forze dell’ordine? Com’è possibile arrivare a corrompere periti, carabinieri, medici legali e tutti quelli che hanno affermato la tesi dell’incidente domestico?
Tutto questo e molto altro fa dedurre che dietro questa vergognosa pagina della storia di una regione che nessuno conosce, la Basilicata, si celi una mano potente che ha manovrato come quella di un burattinaio tutti quelli che gli facevano comodo.


2^ PARTE

Iniziamo dai fatti. E’ quasi la mezzanotte di quel 23 Marzo 1988 quando la mamma di Marirosa, Antonia Giannotti, rientra in casa insieme al fratello minore della ragazza. La scena che le si presenta davanti agli occhi non appena varcata la soglia del bagno è devastante: i due corpi nudi di sua figlia e del suo fidanzato, Luca Orioli, privi di vita, si trovano il primo nella vasca e il secondo supino sul pavimento. La signora cerca di soccorrere la figlia, ma è tutto inutile; poi chiama a telefono una sua amica con la quale era uscita quella sera per recarsi a un concerto a Matera, Laura Paltrinieri. Il tam tam di telefonate fa sì che quella casa in pochi minuti sia piena di persone, almeno 25! I carabinieri arrivano solo a mezzanotte e quaranta minuti e nel frattempo, a mezzanotte e venti minuti il dottor Giuseppe Loconte dichiara ufficialmente che i due ragazzi sono morti. La causa del decesso verrà qualche ora dopo verbalizzata dalla dottoressa Rosa Salinardi come arresto cardiocircolatorio da folgorazione, causato dal malfunzionamento del termoconvettore elettrico trovato ai piedi della vasca. Sarà la stessa Salinardi ad affermare in una dichiarazione rilasciata due anni dopo che quando fu accompagnata al comando dei carabinieri il 24 Marzo 1988, il giudice - il vicepretore Izzo - le chiese se la causa della morte poteva essere la corrente elettrica e lei rispose che poteva esserlo. Ma notò che tutte le persone che si stavano occupando del caso avevano un comportamento “frettoloso”. E quel comportamento frettoloso viene tenuto anche dal pm della procura di Matera, il quale, non ritenendo opportuno effettuare l’autopsia, autorizza Izzo a seppellire Luca e Marirosa il 24 Marzo 1988. Caso chiuso: la morte è stata provocata da un incidente domestico, tant’è vero che il primo accusato dell’evento tragico è la De Longhi, la casa produtricce del termoconvettore ritenuto responsabile del decesso dei due ragazzi. Un anno dopo i terribili fatti, in seguito a una perizia disposta dal giudice istruttore dell’epoca, Michele Salvatore effettuata dall’ingegner Sante Valecce, il termoconvettore viene dichiarato “innocente”, funziona correttamente e non può aver provocato la morte di Luca e Marirosa per folgorazione. La causa delle morte, secondo Valecce, è da imputare invece a un interruttore disattivato che avrebbe causato l’elettrocuzione (in parole povere una scossa elettrica). Ma tale perizia fu contestata dalle parti e 7 anni dopo, nel 1996, fu aperto un procedimento per falsa perizia a carico dell’ingegner Valecce. Ovviamente il procedimento verrà dichiarato estinto poiché il reato era ormai prescritto...
Negli anni a seguire le perizie furono varie e svariate, ma la maggior parte di esse concordavano sul fatto che la morte dei due ragazzi non doveva imputarsi né a folgorazione né a elettrocuzione. La vera causa era annegamento.


3^ PARTE

In seguito ad un esposto presentato dai genitori di Luca alla procura di Matera, nel 1994 viene aperto un procedimento penale a carico di un amico fraterno del ragazzo, indagato per omicidio. Una testimone oculare l’aveva visto a bordo della sua auto vicino a casa Andreotta la sera di quel 23 Marzo 1988. Costui ha sempre confermato di essere passato nei dintorni, ma ha sempre negato la sua estraneità ai fatti.
Due anni dopo, nel 1996 vengono riesumati i cadaveri di Luca e Marirosa e ovviamente dopo ben otto anni dalla morte non è che si potesse scoprire granché. Fatto sta che alcuni dati vengono confermati, come la ferita a forma di “L” di circa sette centimetri che Marirosa aveva sulla nuca, cosa già descritta dalla dottoressa Salinardi.
Nel 1998, a dieci lunghi anni dalla morte dei fidanzatini di Policoro, il criminologo Francesco Bruno redige un parere “pro veritate”, nel quale si legge tra l’altro: “ una falsa ma apparentemente plausibile interpretazione dei fatti ha preso il posto della verità, fino a nasconderne l’evidenza, fuorviando finanche il giudizio di quattro diverse consulenze tecniche. [...] Dobbiamo riconoscere - aggiunge - che i corpi dei due ragazzi, quella notte, presentavano entrambi delle lesioni violente consistenti nella ferita lacero contusa alla nuca di Marirosa e nel gonfiore di un testicolo di Luca, nonché delle macchie e dei puntini di colore rossastro sparsi in varie zone del corpo, di natura non ipostatica, data la posizione, interpretabili, quindi, come segni di violenza per azione di pressione, di afferramento, di trascinamento esercitata sui corpi e infine, un evidente fungo schiumoso dalle inequivocabili caratteristiche (colori, aspetto, continuità di presenza), che lo rendevano segno patognomonico di sicura interpretazione (annegamento).
In altri termini possiamo concludere che già al momento della scoperta dei corpi non era lecito per nessuno, soprattutto se medico, immaginare cause di morte diverse da quella violenta per annegamento, che appariva in modo assolutamente evidente per la presenza, sui due cadaveri, di un tipico fungo schiumoso da annegamento".
All’inizio del 1998 l’amico di Luca viene definitivamente dichiarato persona estranea ai fatti e quindi le indagini ripartono praticamente da zero. Il giudice Roberto Olivieri del Castillo non esclude che Luca e Marirosa siano stati uccisi. A seguito di un’interrogazione parlamentare all’allora ministro di grazia e giustizia Piero Fassino da parte dell’onorevole Vincenzo Sica nel luglio del 2000, il ministro così risponde:
“Con riferimento all'interrogazione in esame può riferirsi quanto segue sulla base delle notizie acquisite dalle competenti articolazioni ministeriali, nonché dagli uffici giudiziari interessati alla vicenda evocata nell'atto di sindacato ispettivo.
È opportuno premettere che i corpi senza vita di Luca Orioli e Mariarosa Andreotta furono rinvenuti nel bagno dell'abitazione di quest'ultima il 23.3.1988 e la causa della loro morte, ad oggi, non è stata ancora acclarata dall'Autorità Giudiziaria competente. La complessa vicenda ha risentito in modo determinante dell'insufficienza degli accertamenti espletati nel corso dell'esame esterno dei cadaveri, che fu compiuto da un sanitario, la dott.ssa Salinardi, officiata dall'allora vice pretore onorario di Pisticci dottor Ferdinanzo Izzo, che attribuì la causa della morte a folgorazione. Solo nel 1996, allorchè la dottoressa Salinardi rese dichiarazioni ai Carabinieri di Policoro, ammettendo di essersi limitata a scoprire il volto dei due giovani, è stato incardinato procedimento penale nei confronti del sanitario e del dottor Izzo, che attualmente non fa più parte dell'Ordine Giudiziario. Essendo state, peraltro, prospettate perplessità circa l'individuazione della causa di morte, il G.I. del Tribunale di Matera aveva incaricato, in data 21 luglio 1989, il perito Sante Velecce di espletare accertamenti elettrotecnici che venivano depositati il 17 novembre 1989 ed individuavano la causa del decesso in un incidente di elettrocuzione in bassa tensione. In data 7 ottobre 1994 l'ing. Velecce veniva denunziato per il reato di cui all'articolo 373 del codice penale, in relazione alla ritenuta infedele esecuzione dell'incarico, ma il relativo procedimento veniva archiviato per intervenuta prescrizione.
Con particolare riferimento alla censure mosse all'opera dei magistrati che si sono occupati del procedimento penale relativo alla morte dei due giovani, va rilevato che l'Autorità Giudiziaria di Salerno non ha ravvisato alcuna manchevolezza nell'operato dei magistrati del Tribunale di Matera, successivamente incaricati di svolgere le funzioni di G.I.P. nel procedimento sopra indicato. Alle stesse conclusioni sono pervenute le articolazioni ministeriali interessate alla vicenda. E, invero, le doglianze mosse dalle persone offese attengono integralmente al merito di provvedimenti giurisdizionali incensurabili in sede amministrativa non ravvisandosi nella specie le ipotesi estreme dell'abnormità, della manifesta illegittimità ovvero dell'uso strumentale delle funzioni, in presenza delle quali soltanto ne è consentita la valutazione sotto il profilo disciplinare. Quanto alla posizione del dott. Vincenzo Autera, sostituto procuratore della Repubblica incaricato del procedimento relativo alla morte dei due giovani, le doglianze che lo riguardano, in particolare, sono quelle di non aver disposto l'autopsia dei due cadaveri e di non aver proceduto immediatamente alla contestazione del reato all'ingegner Velecce, con conseguente determinarsi della prescrizione.
Su tale quesito specifico, peraltro già valutato in sede penale nell'ambito di un procedimento instaurato presso l'Autorità Giudiziaria di Salerno e definito, su conforme richiesta del P.M., con decreto di archiviazione dell'1 aprile 1998, si osserva che, risalendo la denuncia dell'ing. Velecce ad opera della P.G. al 7 ottobre 1994 (laddove il termine prescrizionale maturava il successivo 27 novembre) non può certo ravvisarsi un carattere di negligenza nel ritardo con il quale il dott. Autera ebbe ad adottare le proprie determinazioni, considerata comunque l'eccessiva brevità del termine a disposizione per evitare l'estinzione dell'ipotizzato reato. Quanto poi al fatto di non aver disposto l'autopsia, si osserva che l'errore iniziale ascrivibile al sanitario ed al vice pretore onorario ha definitivamente compromesso l'evolversi delle attività d'indagine poste in essere in seguito per accertare le reali cause della morte dei due giovani. E proprio per tale ragione l'operato dei magistrati che si sono occupati a vario titolo della vicenda, si sottrae ad ogni tipo di censura, attesa l'impossibilità di porre rimedio alle insufficienze e all'incompletezza con cui è stata condotta da altri soggetti la prima delicata fase degli accertamenti.
Con specifico riguardo al procedimento relativo alla morte dei due giovani si rileva altresì che la Procura di Matera, nella richiesta di archiviazione di esso, ed il G.I.P., nel decreto del 20 aprile 1998 che ha accolto tale richiesta, hanno evidenziato che le risultanze processuali acquisite non sono idonee a sostenere fondatamente un'accusa in giudizio sia nei confronti della persona che è stata sottoposta ad indagini, sia nei confronti di altri soggetti; più in generale, in tali atti, viene rilevata l'assenza di una sicura riconducibilità della morte dei ragazzi a causa delittuosa, a fronte della mancanza di elementi in tal senso, seppure indiziari, caratterizzati dalla gravità, univocità e concordanza. Avverso il menzionato provvedimento di archiviazione pronunciato in data 20 aprile 1998, le persone offese Giuseppe Orioli e Olimpia Fuina hanno proposto ricorso in cassazione, peraltro dichiarato inammissibile, con ordinanza del 27 gennaio 1999. Allo stato la vicenda processuale relativa alla morte di Luca Orioli e Mariarosa Andreotta deve ritenersi conclusa.
Si segnala che la Procura della Repubblica ha a suo tempo formulato richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Ferdinando Izzo, Rosa Salinardi e Antonio Maiorana per l'ipotizzato reato di cui agli articoli 476 e 479 del codice penale, attribuito nelle rispettive qualità di vice pretore, di medico incaricato di procedere alla visita ispettiva sui cadaveri e di ufficiale di P.G., in quanto il primo e il terzo avevano attestato falsamente di aver partecipato alle operazioni ispettive, consistenti nell'esame esterno dei corpi, mentre l'Izzo e la Salinardi avevano attestato che la morte dei due giovani doveva considerarsi derivata da «arresto cardiocircolatorio provocato da folgorazione», malgrado l'assenza di segni univocamente riconducibili a tale causa e la superficialità della visita necroscopica effettuata, tale da non garantire l'attendibilità dei risultati conseguiti all'esito dell'accertamento.
Il procedimento penale in questione si è tuttavia concluso il 19 novembre 1999 con sentenza del G.U.P. di Matera che ha dichiarato non doversi procedere nei confronti degli imputati «perché il fatto non sussiste»."

Da allora il silenzio... rotto solo dalle richieste di aiuto dei genitori dei due ragazzi che non si arrendono a queste evidenze fuorvanti.
Sicuramente qualcuno nella cittadina di Policoro e nei dintorni sa... e DOVREBBE parlare, in segno di rispetto verso Luca e Marirosa, in segno di civiltà nei confronti delle loro famiglie, in segno di giustizia anche per loro stessi e per loro coscienze...


I DUBBI

Chi e perché ha depistato le indagini?
Seguiranno tutti i punti oscuri della vicenda... ognuno ne tragga le sue conclusioni.

LA FALSA PERIZIA
Secondo i carabinieri nella perizia fatta frettolosamente dal Valecce le foto scattate (di cui qui si parlerà anche più avanti) sono state “montate” in un ordine assolutamente stravolto rispetto a quello cronologico con cui furono scattate, tutto ciò «allo scopo – sostengono i carabinieri – di comprovare falsamente che i conduttori all’interno della placca dell’interruttore presentavano una copertura isolante appena sufficiente» in modo che fosse avallata la tesi della folgorazione.

IL MAGISTRATO AMICO
Il comportamento del magistrato che ha condotto le prime indagini, amico sia della famiglia Orioli che di quella Andreotta, secondo i carabinieri «non è lineare»: sarebbe stato proprio lui a chiedere al medico che aveva il compito di ispezionare i cadaveri di effettuare una «celere ispezione».

L’AUTOPSIA
L’autopsia non viene effettuata: qualcuno di Policoro avvicina la madre di Luca Orioli e le prospetta di avere «il potere di ottenere la possibilità di evitarla» in virtù delle sue conoscenze nell’ambito della magistratura materana.

IL PRETE
Altra figura “enigmatica” è il prete che arriva tra i primi in casa Andreotta, va dai genitori di Luca per comunicar loro l’accaduto, chiama i carabinieri, passa in parrocchia a prelevare i paramenti sacri per benedire le salme e, affermano alcuni, avrebbe consigliato a qualche amico di Luca e Marirosa di far sparire tutte le lettere che si erano scambiati. Cosa c’era in quella corrispondenza tenuta tra alcuni ragazzi e ragazze e Luca e Marirosa?

LA TELEFONATA
In una telefonata intercettata dai carabinieri una zia e il nipote di questa discutono dell’accaduto. La donna dice: «Non troveranno mai niente, perché, secondo me, e te lo dico come una mamma». Il nipote la interrompe: «A parte il fatto che io non credo che sia un omicidio». Lei riprende: «No, no. Senti, io credo che c’era qualcuno in casa. E che purtroppo è successo. E Luca, innocente, ha dovuto subire. Un qualcuno di mafioso. Scusa. Ma Claudio Lovecchio l’hai mai sentito?». Claudio Lovecchio è stato ucciso: uno dei tanti casi di lupara bianca. Ma che ha a che fare costui con i fidanzatini di Policoro?

LE FOTO
I carabinieri giunti in casa Andreotta a mezzanotte e quaranta minuti commissionano a un fotografo il servizio, archiviando solo 15 foto che vengono inserite nel Fascicolo dei rilievi tecnici eseguiti il 24 marzo 1988. Chiuse in una busta bianca però nel 1995 (a sette anni dai fatti) il consulente Strada, nominato dal pm, rinviene altre 11 foto delle quali si ignora l’origine. Di tutte le foto non esistono negativi. Il fotografo “ufficiale”, Vito Orlando viene convocato dai carabinieri nel maggio 1997 e «esclude categoricamente di essere l’autore del servizio fotografico formato da 15 foto e afferma, altresì, che tutte le foto da lui scattate sono state eseguite posizionandosi su una sedia posta all'ingresso del bagno».
All’interno del parere “pro veritate” redatto dal criminologo Francesco Bruno nel 1998 (del quale si è già parlato prima) si legge una perizia del fotogiornalista della “Imago Press”, Giorgio Amendola, nella quale si afferma: «Le immagini provengono da due differenti attrezzature fotografiche utilizzate dallo stesso fotografo o da due differenti fotografi». La cosa è ben evidente anche a occhio nudo: le foto sono state scattate da posizioni diverse. Alcune di esse furono fatte verso le 3.30, e la certezza di ciò sta nell’ingrandimento dell’orologio di Marirosa.
Inoltre il corpo di Luca mostrato dalle foto è in posizione diversa da quanto testimoniato dalla signora Andreotta che è stata la prima a vedere i cadaveri, dal padre di Luca e dal carabiniere Cifarelli: nelle foto si vede qualcosa, un asciugamano o un pezzo di stoffa sotto il corpo di Luca, cosa assolutamente non riferita nelle deposizioni sia dalla signora Andreotta che dal signor Orioli. Nelle foto Luca ha le braccia ad angolo retto e i pugni sul torace, mentre la signora Andreotta, il signor Orioli e il carabiniere Cifarelli riferiscono di averlo visto supino con le braccia perpendicolari al corpo e i palmi delle mani aperti.
Solo qualche mese fa nel corso del programma “Chi l’ha visto?” è spuntata un’altra verità che apre tutta una serie di interrogativi. Viene intervistato il fotografo Salvatore Egidio Cerabona, il quale afferma che prima della mezzanotte (ora del rientro a casa della signora Andreotta, la prima a scoprire i cadaveri) fu chiamato dal maresciallo di Montalbano Jonico, Giovanni Pagano, per scattare delle foto. Prima di recarsi nel luogo dove avrebbe dovuto essere realizzato il servizio, i due si erano fermati in caserma a prelevare le chiavi di casa Andreotta...
Quindi sarebbe svelato il mistero della differenza evidente tra le foto: come aveva ipotizzato anni prima Giorgio Amendola nella sua perizia, si tratta di 2 servizi diversi, effettuati con 2 attrezzature diverse, da 2 fotografi diversi e in orari diversi. Ma non è così: Cerabona ha dichiarato che nessuna delle foto presenti nel fascicolo è stata realizzata da lui...
Proprio questa testimonianza ha indotto la procura di Matera a riaprire le indagini, poiché è apparso evidente che qualcuno ha cercato di deviare il percorso della giustizia verso la scoperta della verità. Chi? Sicuramente qualcuno che si trova molto in alto e che avrebbe di certo perso molto se quella verità fosse venuta a galla.

Si deve al magistrato Luigi De Magistris se questo, come altri casi “insabbiati” dalle toghe lucane, è stato riportato alla luce. Ecco perché De Magistris è stato ed è ostacolato tramite minacce e provvedimenti disciplinari: perché fa paura a molti. Fa paura alla coppia Cannizzaro - Genovese, sulla quale è incentrato il filone sanità dell’inchiesta. Fa paura all’ex presidente del tribunale di Matera, Iside Granese per i finanziamenti della Banca Popolare del Materano, Gruppo Popolare dell'Emilia, da lei ricevuti (filone banche). Fa paura a Vincenzo Vitale, presidente di Marinagri, un complesso di alberghi e ville dal valore di 200 milioni di euro, costruito su terreno demaniale della città di Policoro (filone speculazione edilizia).

Bizzarro il fatto accaduto qualche mese dopo quel 23 marzo del 1988.
Un ragazzo di Salerno, amico di Francesca Andreotta, sorella di Marirosa, si sarebbe rifugiato presso la caserma dei carabinieri di Policoro chiedendo protezione, poiché qualcuno lo aveva minacciato di morte dicendogli: “Ti faccio fare la stessa fine di Luca Orioli”: strana minaccia, dato che all’epoca dei fatti il caso era stato archiviato come disgrazia!
Ma chi avrebbe minacciato quel ragazzo? E perchè? Sarebbe interessante scoprirlo, dato che era così vicino alla sorella di Marirosa che all’epoca era fidanzata (e oggi sposata) con Marco Vitale, amico dei fidanzatini di Policoro e figlio di Vincenzo Vitale...

Ma allora è possibile che Marirosa e Luca siano stati uccisi proprio perché la ragazza stava per confessare o avrebbe già confessato al suo amato quella “piccola parte di me che voglio cancellare per sempre”? E’ possibile che “quella parte di Marirosa” fosse da collegare ai “festini” a base di sesso e droga ai quali prendevano parte personaggi potenti locali, quali il senatore di AN e sindaco del Comune di Matera, Nicola Buccico, l’avvocato Giuseppe Labriola, segretario provinciale di AN e l’innominato giudice "dai capelli bianchi e dagli occhi di ghiaccio"?
Bizzarro il fatto che lo stesso Buccico prima sia stato il difensore della famiglia Orioli e poi si sia dimesso e abbia assunto la difesa del pm Vincenzo Autera, colui che aveva chiesto l’archiviazione del caso della morte per omicidio di Luca e Marirosa.

Quanti fatti bizzarri in una vicenda così triste e così vergognosa...

Chi sa... parli!


Fonti:
Il Quotidiano della Basilicata, sabato 10 febbraio 2007
http://liberabasilicata.wordpress.com/luca-e-marirosa-il-giallo-dei-fidanzatini-di-policoro/

http://diario_estemporaneo.ilcannocchiale.it/post/1472383.html

http://1922lasegretissima.blogspot.com/2007/10/luigi-de-magistris-un-magistrato.html

http://www.montescaglioso.net/node/2385


giovedì 20 marzo 2008

OPEN LETTER TO MARY CLAIRE COLLINS'S AND ELIZABETH ANNE GUBBINS'S PARENTS, FAMILIES, FRIENDS





I wish to express to Mary Claire Collins's and Elizabeth Anne Gubbins's parents, relatives and friends all italian people's presence, support and sincere sadness; at least of those italians who still respect other people. Rome, Italy will represent for you a terrible memory...a thorn in the heart impossible to extirpate. For ever. All this was caused by an assassin, a man who has no backbone, a poor idiot with no ethical values which we hope will pass the rest of his life in a jail. Unfortunatelly we know this will never give back your daughters' and your friends' smiles. And we know well italian law, which guarantees only for delinquents, will be clement with Mary Claire's and Elizabeth's murderer; but we can assure you that, as much as is possible for us, we'll do our best so that true justice will be done.
We apologize.
We're next to you all.

The few honest italians


Ai genitori, ai parenti e agli amici di Mary Claire Collins ed Elizabeth Anne Gubbins vorrei comunicare la presenza, l'appoggio e il dolore sincero di tutta la gente che in Italia ha ancora rispetto per il prossimo. Roma, l'Italia per voi rappresenteranno per sempre un ricordo orrendo, una spina nel cuore che sarà impossibile da estirpare.
E tutto questo a causa di un assassino, di un essere senza spina dorsale, un povero idiota che ci auguriamo sconti i giorni di vita che gli restano in galera. Sappiamo bene che non sarà questo a ridarvi il sorriso delle vostre figlie, delle vostre amiche. Sappiamo bene anche che purtroppo la legge italiana che garantisce solo per i delinquenti non farà scontare nulla all'omicida di Mary Claire ed Elizabeth Anne, ma possiamo assicuravi che noi per quanto ci è possibile faremo di tutto affinché la vera giustizia sia compiuta.
Vi chiediamo scusa.
Vi siamo vicini.

I pochi italiani onesti

mercoledì 13 febbraio 2008

I GIORNI SPRECATI


Devo ringraziare una mia carissima amica e collega per avermi fatto un gradito regalo per mezzo del quale ho avuto la grandissima opportunità di scoprire un notevole autore della letteratura contemporanea, un portentoso talento: Fabio Volo. Il libro in questione è "Il Giorno in più"...
I puntini di spospensione potevano essere sostituiti da una serie infinita di punti esclamativi... e già! Il mio incipit era ovviamente una battuta!
Resto ancora sconvolto (e già che ce ne vuole per sconvolgermi!) nel vedere la merda che sono capaci di pubblicare le case editrici (in questo caso la "grande" Mondadori), in funzione e in vista solo di facili guadagni. E' una vergogna la lettura di quelle pagine piene di nulla, il nulla più completo, frasette composte da soggetto - predicato verbale - complemento oggetto - PUNTO! Un susseguirsi di banalità e volgarità gratuite; una storia senza né capo né coda; una trama che non ti spinge minimamente a voltare pagina.
Il tanto "apprezzato" Volo potrebbe senza dubbio farsi assumere dagli editori della Guida Pirelli o Michelin... o perché no, magari da Google per aiutarli a realizzare le mappe di Google Earth. Infatti come guida turistica il suo libro potrebbe avere almeno uno scopo: "Sono finito a pranzare al Chelsea Market sulla 9th Avenue tra la West 15th Street e la West 16th Street" a parte che per la "meravigliosa" sintassi può essere un ottimo esempio delle perle da accompagnatore turistico che il Volo dissemina nel suo "romanzo". E che dire di "C'è la macelleria ristorante Frank's Fine Meats, oppure le zuppe di Hale and Hearty Soups o il ristorante thailandese Chelsea Thay: E poi Amy's Bread e la Fat Witch Bakery, dove una volta ho mangiato un brownie buonissimo." Ma che ca... sarà un "brownie"? Temo sia meglio restarmene nella mia ignoranza... Ma questi che nomina l'avranno pagato per la pubblicità che il grande "autore" fa loro? La cosa ulteriormente ridicola è questo "beatificare" la "cucina" americana o addirittura "santificare" le cucine delle altre culture che vengono consumate negli Stati Uniti... Sarebbe come se un polacco venisse in Italia e scrivesse un romanzo su quant'è buono il riso alla cantonese che ha mangiato in un ristorante cinese a Milano (che è solo una pallida imitazione adattata al gusto italico delle vera cucina cinese)... E dai, Volo! Se non avevi nulla da scrivere di più intelligente nel tuo "romanzucolo" non ti mettere a sprecare inchiostro per esaltare piatti assurdi e "esotici" solo per dimostrare che TU VIAGGI E CONOSCI. Cadi solo nel tranello in cui casca puntualmente la gente che va all'estero e manda cartoline insulse dai punti più lontani del globo solo per far rosicare gli amici e i parenti.
Volo... ti dico una cosa sottovoce, la cucina italiana è la migliore del mondo. Stattene un po' a casetta e impara qualcosa di utile... Forse qualche romanzucolo un po' più interessante alla fine riuscirai pur a scriverlo... Ammesso che sia tu a scriverti i "tuoi"...
E pensare che ero convinto che il peggio lo avessimo raggiunto con Moccia! Fa riflettere: il fondo del barile è sotto una spessa patina di cacca (meno male che in genere leggo solo in bagno mentre espleto le mie funzioni corporali)!

martedì 29 gennaio 2008

IL CIRCO DI COMO

“Venghino, venghino siori! Lo spettacolo sta per cominciare!”
Le "bestie" saranno finalmente giudicate da un giusto rito di una retta giustizia, dopo essere state stanate e rinchiuse, e dopo che la santificazione delle vittime è avvenuta. Tra un po’ ci sentiremo tutti più tranquilli e contenti...

Come sempre l'eterno copione della lotta tra le forze del bene e quelle del male è stato e sarà messo in scena con le solite banalizzazioni e semplificazioni. Ma se la vita fosse così semplice vivremmo nel mondo dei sogni e invece non è così.

Purtroppo tragedie come quella di Erba ce ne sono state in passato e ce ne saranno ancora se l'inciviltà mascherata da allegria e l'inedia da parte delle istituzioni preposte alla salvaguardia della privacy e il benessere psicofisico di ognuno di noi saranno all'ordine del giorno.

Ovvio che non è mia intenzione giustificare un massacro scaturito da una lite condominiale, ma è altrettanto ovvio quanto sfuggito allo sguardo superficiale dei più che affibbiano le etichette di "bestie" o "mostri" senza riflettere almeno un attimo sul "perché", e cioè che una simile tragedia, come altre meno misteriose e "spettacolari" poiché avvenute alla luce del sole (e quindi il colpevole era già bell'e trovato), poteva essere evitata soltanto se quelli che avrebbero dovuto fare qualcosa avessero fatto il proprio dovere.

Chiunque di noi (o quasi) ha un vicino incivile e che vorrebbe uccidere con le sue stesse mani. E' inutile, deleterio e stupidamente da perbenisti da quattro soldi ironizzare sulla cefalea di Rosa Bazzi che è sfociata nello sgozzamento del bambino, oppure schernire una persona che deve alzarsi per lavoro alle 5 di mattina ed è disturbato nel sonno dalla sera precedente fino all'alba dagli schiamazzi dei "santi" vicini e dai loro "civili" amici, poiché tutti noi siamo costretti giorno dopo giorno a sopportare l'inciviltà e la maleducazione che ormai sono diventate la forma comune di vita dei più. Ed è triste che nessuno si preoccupi del fatto che tutto questo alla fine possa degenerare in tragedie come quella di Erba.
Ho parlato di “santi” vicini e loro “civili” amici riferendomi ovviamente non alla povera Raffaella, al suo piccolo, a sua madre e ai signori Frigerio accorsi in loro aiuto, ma a quel delinquente, spacciatore del signor Marzouk che la povera Raffaella ebbe la sfortuna di incontrare: il vedovo allegro che solo dopo qualche giorno dal massacro se la faceva con un'amica della moglie, che nell’estate del 2007 faceva le ospitate in discoteca con quell’altra cima di Corona, il cui nome è stato dato (sbagliandolo!) a una linea di occhiali, che sta per pubblicare un libro (scritto da lui? eh eh...) di sue memorie; quello stesso Marzouk che ha approfittato di una notorietà per un evento tragico per far soldi e che le buone e rette famiglie del comasco adesso si contendono per dargli ospitalità una volta uscito dal carcere in cui è rinchiuso con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti... E lo sappiamo tutti quanti morti fa la droga... Purtroppo qui le uniche vere vittime viventi di questa squallida storia sono il padre di Raffaella e i suoi fratelli che hanno perso i loro cari e sono stati traditi nella loro fiducia dal “signor” Marzouk, arrivista, approfittatore, in cerca solo di soldi facili. E in certo modo, le vittime del tunisino sono anche Olindo e Rosa Romano che adesso certamente pagheranno con l'ergastolo a causa della sua inciviltà (sua, dei suoi parenti e amici di festini notturni), dei suoi atti da delinquente, del suo arrivismo, della sua brama di denaro e fama costi quel che costi.

Un’ultima annotazione sulle motivazioni che hanno spinto i coniugi Romano a compiere un atto così sanguinario. Dicevo prima che tutti noi, chi più chi meno, siamo costretti a sopportare l’inciviltà e la maleducazione di vicini o più o meno vicini. Rivolgersi alle polizie municipali o alle Asl per far terminare i "riti incivili" poi si trasforma in derisione da parte di questi, per cui la gente ormai esasperata e lasciata completamente da sola prende a covare l'odio nei confronti dei maleducati di turno e tutto questo a lungo andare porta a quello che sappiamo...

Le leggi italiane in materia sono una vergogna istituzionalizzata volte a preservare l'inciviltà e la maleducazione a discapito del benessere psicofisico. Se la situazione resterà tale aspettiamoci nei prossimi mesi un caso Alghero, un caso Formia, un caso Gallipoli... ce ne sarà di lavoro per la stampa!

domenica 27 gennaio 2008

GLI ALTARINI DELL'IDIOZIA

Vi sarà certo capitato di vedere in giro per strade urbane ed extra-urbane quegli orrendi altarini moderni di cattivo gusto che sono costituiti da ciarpame di sciarpe, teli e schifezzelle della modernità piazzati nei luoghi dove sono avvenuti incidenti mortali.
Orbene, come primo commento immediato alla vista di tali orrori verrebbe da esclamare: "Ok, ma al resto del mondo che cosa importa ciò?", poiché non credo che il dolore per la perdita di una persona cara sia da esternare così beceramente con lenzuola matrimoniali insozzate di vernice spray con scritte idiote del tipo "Antonio per sempre" e "Deborah e Samantha sempre con noi"; ma soprattutto non è possibile occupare il suolo pubblico, o peggio ancora addobbare tronchi di albero con tali oscenità che restano lì per mesi o addirittura anni! Non credo che quei poveri morti sarebbero contenti di un tale scempio fatto in loro onore.
Qualcuno di voi si sarà imbattuto su alcune isole della Grecia in alcuni "strani" manufatti ai bordi delle strade, alcuni troppo grandi, ma altri discreti e appena visibili: hanno la forma di piccoli templi ortodossi nel cui interno in genere è posta una foto dello sventurato deceduto in quel luogo a causa di un incidente.
Niente lenzuola stese come se si stesse facendo un sit-in.
Niente sciarpe idiote delle squadrette di calcio.
Niente becerate o idiozia.
Come per tante altre cose, gli insegnamenti devono venirci da popoli che in quanto a civiltà e educazione civica sono molte spanne avanti al nostro...

domenica 20 gennaio 2008

VOGLIAMO DISTRUGGERLI INSIEME?

Iniziamo a distruggerli... video

Attenzione!!! Il significato del termine "distruggere" non è qui quello di eliminare persone o cose con la violenza, poiché nella maggior parte dei casi la violenza genera solo ulteriori danni. Cerco persone che come me conoscono e vedono con occhi "intelligenti e critici" il mondo che le circonda, cerco individui con coraggio e determinazione, che sanno utilizzare parole, immagini, suoni, per aiutarmi a fare anche solo un piccolissimo passo verso la distruzione, l'eliminazione del cancro che sta uccidendo l'Italia e non solo...

giovedì 17 gennaio 2008

PAPI E MASTELLI



Giorni di grandi stravolgimenti son questi!... Il Papa preferisce per evitare "disordini" non accettare l'invito rivoltogli dal rettore de La Sapienza per l'inaugurazione dell'anno accademico. Mastella & Signora indagati, avvisati e lei pure agli arresti domiciliari per reati dei quali si conosce molto poco per il momento, ma certamente le prossime ore saranno generose di particolari.
Il Papa. Questo Papa in particolare non è granché simpatico alle masse. Per quanto mi riguarda è proprio la figura del Papa in genere che mi provoca delle sensazioni non piacevoli, ma questo possiamo anche trascurarlo qui. Galileo è vissuto in un epoca lontanissima dalla nostra, quindi il concetto preso a prestito dal filosofo Feyerabend (''All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto'') in un discorso tenuto quando Ratzinger era ancora cardinale è quantomeno fuori luogo e fuori dal tempo, perché equivale ad affermare che, dato che all'epoca del nazi-fascismo gli ebrei erano comunemente considerati pericolosi e razza inferiore, il pensiero e le azioni di Hitler furono ragionevoli e giuste...
Ogni epoca ha un suo "sentire" e delle sue ragioni e le idee di questo Papa (ma non solo di questo) sono al di fuori di questo sentire e di queste ragioni, come da sempre la Chiesa è per un suo modo si vedere il mondo che è stato, è e sempre sarà in completa asincronia rispetto alle vicende secolari. La Chiesa è imbalsamata in un suo torpore su concetti astratti che potrebbero interessare forse i bambini delle scuole materne... ma forse neanche loro. E fa pena vedere degli uomini adulti... o che almeno dovrebbero esserlo viste le pelate e i capelli bianchi... affermare ancora oggi idee elementari e grezze che richiamano alla memoria visioni di presepi, pecorelle e stelle comete. Il mondo attuale ha bisogno di concretezza, soluzioni, la nostra società in bilico deve trovare risposte immediate e sicure a problemi seri e con ogni mezzo a disposizione della scienza, senza mezzi termini e senza ostacoli posti da santoni bianchi, rossi, scarlatti o neri inchiodati a croci che non rappresentano più la nostra Umanità.

Altre pochissime annotazioni: sono certo che tutto quello che ho scritto sopra non è assolutamente il pensiero di quei pochi studenti scalmanati-zecche de La Sapienza. Si sa che la loro protesta e le loro dimostrazioni violente e non sono solo frutto di pensieri sinistroidi che nulla hanno di intellettuale e scientifico. Questo dovevo poiché non vorrei si pensasse che li appoggio e li approvo. Ben altre sono le modalità per dimostrare il proprio pensiero. Questi "sessantottismi" beceri non hanno più motivo e luogo di essere.

Mastella & Signora. Speriamo che giustizia sia fatta! Speriamo che "altra" giustizia non fermi la mano della "vera" giustizia. E comunque... speriamo che non ci si fermi solo a Mastella & Signora, poiché sappiamo tutti qual è stato e qual è l'andazzo in certi ambienti...
Un invito ai magistrati: Scavate bene e con cura!

domenica 13 gennaio 2008

DA UN TG IN TV...



In merito al problema dei rifiuti a Napoli, l'intervistatore chiede a vari abitanti della città il loro parere sulla situazione.
Una signora: "A nui napul'tan'... c' fann' sembra' semb' comm' a mmaial', puorc'... Ma nunn' è accussì... Nui simm' pulit'! I' al' figl' mei gli ho semb' educat' bbuon'... a ess' pulit'. Quann' un' di iss' ten' na cart' 'nzvat', ruopp' che s'ha magnat' a pizz'... i' glielo dic' semb': 'N' 'a butta' p' nderr'! Jettalla p'a f'nestr'!'"

(trad.: Noi napoletani veniamo sempre dipinti come dei suini, dei maiali... Ma non è vero... Noi siamo puliti! Io ho sempre impartito ai miei figli quella che può essere definita senza alcun'ombra di dubbio un'educazione civile e civica di alto livello. La pulizia è sempre stato uno degli imperativi di più alto valore nella mia magione. Quando i miei dolci pargoli, dopo aver consumato il pasto a base di ottima pizza partenopea, recano nelle loro mani i resti cartacei unti di olio d'oliva e si accingono a spargerli sul pavimento della mia dimora, io li redarguisco con gentilezza e li invito a disfarsi del lordo fardello buttandolo dalla finestra!)

Tutto vero....